1956 Uno nobile cavaliere da Massa di San Piero,
ch'avea nome messere Landolfo, il quale era divotissimo di
santo Francesco e finalmente per le sue mani ricevette l'abito
del terzo Ordine, fu in questo modo certificato della morte
di santo Francesco e delle sue istimate gloriose.
Ché, sendo santo Francesco vicino alla morte, in quel
tempo entrò il demonio addosso a una femmina del detto
castello e crudelmente la tormentava, e con questo la faceva
parlare per lettera sì sottilemente, che tutti li savi
uomini e letterati che veniano a disputare con lei ella vincea.
Avvenne che, partendosi da lei il demonio la lasciò
libera due dì, e 'l terzo ritornando in lei l'affliggeva
più crudelmente che prima. La quale cosa udendo, messere
Landolfo se ne va a questa femmina e domanda il demonio che
abitava in lei, quale era la cagione che s'era partito da
lei due dì e poi tornando la tormentava più
aspramente che prima. Risponde il demonio: «Quando io
la lasciai, fu ch'io con tutti li miei compagni che sono in
queste parti ci ricogliemmo insieme e andammo molto forti
alla morte del mendico Francesco per disputare con lui e prendere
l'anima sua: ma essendo ella attorneata e difesa da maggiore
moltitudine d'Agnoli che non eravamo noi e da loro portata
dirittamente in cielo, e noi ci siamo partiti confusi sì
ch'io ristoro e rendo a questa misera femmina quello che in
due dì io ho lasciato».
E allora messere Landolfo lo scongiurò dalla parte
di Dio che dovesse dire quello che era di verità della
santità di santo Francesco, il quale diceva ch'era
morto, e di santa Chiara ch'era viva. Risponde il demonio:
«Dirottene, o voglia io o no, quello ch'è vero.
Egli era tanto indegnato Iddio padre contra alli peccati del
mondo, che in brieve parea che volesse dare contra agli uomini
e contro le femmine la difinitiva sentenza e disterminarli
dal mondo se non si correggessono. Ma Cristo suo figliuolo,
pregando per li peccatori, promise di rinnovare la sua vita
e la sua passione in uno uomo, cioè in Francesco poverello
mendico per la cui vita e dottrina riducerebbe di tutto il
mondo molti alla via della verità e ancora a penitenza.
E ora, per mostrare al mondo che ciò egli avea fatto
in santo Francesco, ha voluto che le stimate della sua passione,
le quali egli gli aveva impresse nel suo corpo in vita sua,
sieno ora vedute da molti e toccate nella morte sua. Similemente
e la Madre di Cristo promise di rinnovare la sua purità
verginale e la sua umilità in una femmina, cioè
in suora Chiara, per tale,modo che per suo esempio ella trarrebbe
molte migliaia di femmine delle nostre mani. E così
per queste promesse Iddio padre mitigato indugiò la
sua difinitiva sentenza».
Allora messere Landolfo, volendo sapere di certo se 'l demonio,
ch'è camera e padre di bugia, in queste cose dicea
vero e spezialmente della morte di santo Francesco, mandò
uno suo fedele donzello ad Ascesi a Santa Maria degli Agnoli
a sapere se santo Francesco era vivo o morto. Il quale donzello,
giugnendo là, certamente trovò come il demonio
avea detto, e così tornando riferì al suo signore,
che appunto il dì e l'ora e come il demonio avea detto,
santo Francesco era passato di questa vita.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.